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    11 december

    preparazione dell'esame

    Ciao a tutti.... finalmente resto a casa una mattinata per poter scrivere qualcosa sul blog. Per quel che mi riguarda, sta filando tutto discretamente. Nell'ultimo periodo ho ritrovato la voglia di studiare, cioè dopo un tentativo invano di farlo susseguitosi per oltre 5 mesi, sto ritrovando la concentrazione, pertanto vorrei dedicare questo intervento a quello che è la preparazione di un esame. Non è un solo colloquio con il Prof, in realtà il sostenimento dell'esame inizia una settimana prima, quasi con la seconda ripetizione, dove mentre si sfoglia il libro si cerca sempre di individuare qualche peculiarità che può far la differenza; si è alla continua ricerca della perfezione anche se avvolte è impossibile raggiungerla.
     
    Due giorni prima inizia il rito, ognuno ha il suo. Il mio inizia con il taglio della barba due giorni prima dell'esame (il giorno prima e il giorno dell'esame porta sfiga), dopo una settimana dove i rapporti esterni si limitano al minimo.
    Con l'incalzare dei giorni si comincia a sentire la tensione, un misto tra paura e senso di liberazione per un peso che ti ha rotto per circa un mese; ma soprattutto qualunque cosa tu faccia, inevitabilmente pensi a quelle che saranno le domande che ti potrebbe fare e cerchi di ricordare senza nessun supporto quelli che sono gli schemi mentali che hai fissato mentre studiavi.
    Il giorno prima si limita l'attività di studio al solo chiarimento di eventuali dubbi, ma in realtà è ridotta al minimo (tranne il caso dove sei in ritardo con la ripetizione, allora ti tocca studiare anche l'ultimo giorno).
     
    La notte prima si dorme abbastanza tranquillamente anche se questo aspetto è molto soggettivo e la mattina si comincia. Nessuno ti può rivolgere la parola, nessuno ti tocca, ma si avverte una tesione che si può toccare a pelle (+ che tensione io la definirei concentrazione).
    Cominci a ripetere tutto mentalmene ovunque tu sia, in macchina, in treno, in autobus . Ed eccoti arrivato alla facoltà. 
     
    Appena entrato ti accorgi subito dell'aria pesante che si respira. Tutti che si accingono a ripetere con la paura di aver saltato qualcosa. Si aggirano per i corridoi con libri e quaderni in mano. Entrato, guardi la lista delle aule e ti affacci alla tua. In cuor tuo sai che una volta entrato lì, tra qualche ora proverai una delusione o un senso di soddisfazione.
     
    I prof sono generalmente in ritardo, per cui con il susseguirsi dei minuti la tensione sale; quando poi una vocina afferma sono arrivati allora le circa 150 persone presenti in aula si voltano. Sì, sono loro: la commissione che con aria severa ma rilassata si siede al tavolo "della giuria". Si inizia generalmente con l'appello ed ecco il primo nome che è seguito sempre da un "SI ACCOMODI". Momenti di confusione seguono quell'istante, perchè i candidati cominciano a  rispondere alle domande e la gente dal posto cerca di cogliere quelle che sono le "bastardate" chieste agli studenti.
    Passata ormai qualche ora, cominci a romperti le scatole,  così ti alzi un pò, ma mantenendo sempre quella concentrazione che hai costruito meticolosamente durante la mattinata... quando improvvisamente ........ IL TUO NOME.
     
    A quel punto tutto BUIO TOTALE. Ti alzi, con lo statino e il libretto e ti avvicini. Cammini lentamente, squadrando il prof che ti interrogherà, osservandolo negli occhi, quasi per capire che tipo è.
    Seduto, si inizia con un buongiorno ed ecco la prima domanda.....un attimo di respiro, una lieve sistemazione sulla sedia dovuta al nervosismo, ed ecco: hai pescato lo schema... sai quel che dire così inizi a raffica (oppure cominci ad inventare se non dovessi pescare lo schema giusto nell'attesa che ti si accendi la lampadina).
    Solitamente sono 5 domande ma già dalla 3 sai l'esito. Il prof, che ormai non ne può +, perchè ne ha interrogati 30 come te, comincia a giochicchiare con il cellulare, guardando alla finestra, e tu infastidito dal suo comportamento, cominci ad alzare la voce e a gesticolare in maniera + vistosa per catturare la sua attenzione... la velocità di discussione di fa elevata sino al punto in cui il prof comincia a scrivere sullo statino dicendoti..."BENE BASTA COSì".
     
    Ti fermi per qualche secondo cercando di riprendere fiato. Cerchi di beccare ciò che sta scrivendo, poi ad un certo punto alza la testa e gurdandoti negli occhi ti dice l'esito.... da quel momento hai ricevuto una soddisfazione per il buon lavoro compiuto o una delusione, così ti tocca studiare un'altra ventina di giorni. Ti senti la testa vuota e tornato al posto, la gente che è ancora in attesa ti chiede che domande ti sono state poste, ma tu sei in uno stato confusionale. E' stano, ma le domande non le ricordi mai pur essendo passati pochi minuti.
     
    Uscito fuori dall'aula incontri gente che, come te, ha appena finito. Cammina con aria soddisfatta chiamando chiunque comunicandogli l'esito, oppure gente delusa che rimprovera il prof di esser stato troppo severo, o magari di aver avuto sfortuna.
     
    Per quel che mi riguarda, durante il periodi di preparazione dell'esame, i rappporti sociali si fanno sempre + ridotti. Io la chiamo la fase di ritiro spirituale. Non ti va di uscire, di chiamare qualcuno, eviti chiunque. So che è sbagliato, tant'è vero che riesco a far alterare anche i miei amici + pazienti, però sono fatto così. Ho i miei tempi e ho bisogno dei miei spazi. Ora mi direte che svagarsi un pò fa bene... certo ma preferisco svagarmi un pò il pomeriggio o magari quando ne sentirò la necessità.   
     
     
    03 december

    1000visite

     
    ragazzi non ci posso credere...  non avrei mai creduto che il mio blog avrebbe raggiunto un tale risultato ...
    Sono  veramente contento considerando anche il fatto che è limitato ormai da tempo ai soli utenti di msn....
     
    GRAZIE ANCORA e rinnovo l'invito a frequentare questo piccolo angolo della mia vita